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BALMENHORN Mt. 4187 27.06.26

  • Immagine del redattore: Matteo Ruffin
    Matteo Ruffin
  • 29 giu
  • Tempo di lettura: 3 min


Alessandra ha un desiderio, anzi più di un desiderio, un sogno. Portare Greta e Mattia , i suoi due figli sul monte Rosa. Mi chiama chiedendomi se possiamo trovare una meta speciale per loro. La meta speciale sul monte Rosa secondo me e anche per Alessandra è il Balmenhorn , detto anche Cristo delle Vette. Si perchè la cima è uno sperone roccioso alto 4187 metri, dove si erge una statua del Cristo delle Vette e un piccolo bivacco a nido d'aquila, con una vista magnifica. Inoltre per raggiungerlo bisogna affronatre nell'ultimo tratto una piccola ferrata. Quale regalo migliore per i propri figli? e perchè no? magari si appassionano pure a uno sport puro come l'alpinismo dove l'unico confronto che hai è con te stesso e la montagna. Qui si è soli con le proprie forze e le proprie gambe a fare i conti con l'altitudine e la montagna che ti permette di salire. Non ci sono altre competizioni con altre persone ma si è da soli con se stessi e le proprie forze. Partiamo da Alagna con la prima funivia che ci porta a Punta Indren. da qui subito dobbiamo calzare i ramponi per attraversare il ghiacciaio di Indren. Togliamo i ramponi , e una volta attraversato il ghiacciaio e ci incamminiamo in direzione della capanna Gnifetti. Più o meno a quasta altezza entriamo dìnel cuore del massiccio del monte rosa e ci incamminiamo sul ghiacciaio legati in cordata e con i ramponi verso il colle Vincent. Quest'anno più che mai si vedono i segni del grande caldo e della sofferenza dei ghiacciai martoriati da una stagione a dir poco maledetta che lentamente sta uccidendo in maniera agonizzante il ghiacciaio. Il percorso è pieno di crepacci e buchi enormi, e il caldo non aiuta a camminare in quanto la neve sopra il ghiaccio non è rigelata e quindi non porta il passo. Ma piano piano e inesorabilmente avanziamo e ci portiamo a quota 4000 circa al colle Vincent. Oramai mancoano soltato 200 mt. di dislivello. La fatica si fa sentire vuoi per la tensione del percorso molto crepacciato, che per via del fatto che i due ragazzi non sono mai stati a queste quote. La voglia di arrivare siu questa splendida cima è più forte della fatica. La grande statua alta 3,60 mt è in vista , e portare una preghiera qui sopra a chi si sente qualcosa è più forte che mai. Teniamo duro e finalmente arriviamo felici in cima per goderci il panorama e ognuno con i propri pensieri ammira l'estrema bellezza di questo luogo e il panorama di questa Vetta. .La grande statua chiamata " CRISTO DELLE VETTE", fu preparata nel 1955 l´ideatore di questa straordinaria opera fu lo scultore Torinese Alfredo Bai, partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale, il quale fece voto di erigere in montagna,una statua del Cristo Redentore, nel caso fosse tornato a casa vivo dalla guerra, inoltre la miracolosa guarigione della moglie da una grave malattia nel 1949, aumentò la volontà del Bai a dedicare una statua ai caduti di tutte le guerre. All´inizio del 1955, un quotidiano di Torino, "il Popolo Nuovo", grazie ad una sottoscrizione, reperì il denaro necessario alla realizzazione della statua. Vennero acquistati il gesso e la creta per lo stampo, mentre il bronzo fu recuperato dal Ministero della Difesa riciclando i rottami bellici. Nel mese di luglio venne realizzata la fusione e l´assemblaggio dell´opera. Con l´aiuto di trentacinque militari di Aosta, la statua divisa in undici pezzi, venne trasportata dalla Val di Gressoney fino alla vetta del Balmenhorn. Il pesantissimo trasporto (20 q.li) fu effettuato con ogni tipo di mezzo:fino al rifugio Gabiet con una ferrovia a scartamento ridotto, con barconi sul lago Gabiet, con slitte verso il rifugio Gnifetti ed in fine con gli asini fino a quota 4.167 metri. Fu inaugurata il 4 Settembre 1955. Nel 2007 la statua è stata restaurata nelle fonderie di Verres, e ricollocata nuovamente in vetta.




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